A Chiusi sono ripartiti i lavori finalizzati al recupero architettonico e culturale degli ex lavatoi collocati a Porta Lavinia. Gli interventi, iniziati nel mese di dicembre dello scorso anno, oltre che per l’emergenza Covid-19, erano stati interrotti per il ritrovamento di antichi reperti archeologici risalenti ai primi insediamenti civili nell’attuale territorio della Città di Chiusi. Al fine di preservare i reperti è stato modificato il progetto sia nella parte di recupero delle vasche sia nella parte riguardante la copertura esterna. In linea generale i lavori, che termineranno entro i prossimi sei mesi, permetteranno di consolidare la struttura muraria esistente e di realizzare una nuova copertura con andamento curvilineo a sbalzo e manto in rame, che riprenderà quella originale e sorretta da una struttura in ferro con elementi in acciaio.  All’esterno delle vasche sarà realizzata una nuova pavimentazione drenante, sarà installato un impianto elettrico e saranno piantati dei piccoli arbusti. Le vasche, che inizialmente era previsto essere riempite di acqua, saranno solamente coperte da una pedana vetrata in modo da lasciare visibili i reperti archeologici ritrovati durante i lavori di scavo.

Le spese a copertura dell’intervento sono sostenute dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) che con l’ex ministro Luca Lotti ha stanziato 490 mila euro di risorse. Il finanziamento è arrivato grazie anche per la rilevanza storica dell’area e del fabbricato stesso. Una volta completati i lavori saranno installati anche dei pannelli informativi con notizie riguardanti le città etrusche con particolare attenzione alle influenze culturali, architettoniche, artistiche, economiche, finanziarie, commerciali e religiose che hanno contraddistinto questa civiltà.
Ufficio Comunicazione Comune di Chiusi